Il patrimonio bronzeo del santuario di Loreto
spicca per l'ingente quantità e per la stupefacente qualità
di opere d'arte, che fecero della scuola di scultura bronzea
lauretano - recanatese una delle più alte del tardo Rinascimento
italiano. La genesi di questa tradizione avviene all'interno
della fiorente bottega di Aurelio e Girolamo Lombardi, responsabili
della decorazione statuaria nella basilica di Loreto a partire
dal 1540. E' per volere del cardinale Giulio Feltrio fratello
del duca di Urbino, che nel 1568 la scuola fonde le splendide
porte destinate al sacello della Santa Casa con scene della
vita di Cristo. Ma il capolavoro della fonderia sono le tre
porte del santuario volute dal cardinale Gallo per il giubileo
del 1600: ad Antonio Lombardi, figlio di Girolamo, venne affidata
la porta centrale, mentre ai due maggiori allievi della scuola
- Antonio Calcagni e Tiburzio Vergelli - vennero affidate le
due laterali. Le porte narrano storie dell'Antico Testamento
e per la loro bellezza furono più volte paragonate a quelle
dette "del Paradiso" del Ghiberti a Firenze. Al Vergelli
ed al Calcagni dobbiamo lo splendido monumento a Sisto V, sul
sagrato della basilica: nel piedistallo campeggiano le statue
delle quattro virtù e scene evangeliche. Altra opera straordinaria
è il fonte battesimale fuso dal Vergelli nel 1607. Ultimo capolavoro
bronzeo sono le statue dei putti e dei tritoni in groppa ai
delfini della fontana maggiore che si devono attribuire all'opera
dei fratelli Jacometti (1622).