L'enorme manifestazione di devozione di cui
il santo sacello fu fatto oggetto da tutta la Cristianità,
spinse i romani pontefici a sviluppare la costruzione di
imponenti architetture capaci di testimoniare l'importanza
del luogo e la magnificenza della Chiesa.
Giulio II, Leone X, Sisto V (che fu anche padre della patria
dando l'indipendenza a Loreto dalla città madre di Recanati,
di tanto superata in celebrità e potenza), Paolo V. I migliori
architetti tra Umanesimo e Rinascimento cooperarono alla
grande fabbrica, così che risulta oggi difficile attribuire
a qualcuno in particolare il progetto generale, mentre appare
più corretto specificare che ai diversi stati di avanzamento
dell'opera ciascuno pose il suo genio e la sua inventiva
laddove gli altri l'avevano lasciata. Ad ogni modo il progetto
originale (1468-69) si attribuisce vuoi a Giuliano da Maiano
vuoi a Baccio Pontelli - che certamente progettò il bel
camminamento di ronda sulle absidi della basilica - (recentissime
teorie fanno anche il nome di Francesco di Giorgio Martini).
Nel maggio del 1500 Giuliano da Sangallo terminava di voltare
la cupola (cronologicamente seconda al mondo dopo quella
del Brunelleschi a Firenze) inglobando definitivamente la
Santa Casa all'interno del Santuario. Nel 1571 Giovanni
Boccalini eresse la prima metà della facciata della basilica,
poi terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura. Il bellissimo
palazzo apostolico che cinge con i suoi portici la piazza
della Basilica reca chiara l'impronta bramantesca sin dal
progetto. La costruzione fu affidata nel 1512 ad Andrea
Sansovino e, più tardi, ad Antonio da Sangallo il Giovane.
Nel 1750 Luigi Vanvitelli eresse il campanile, geniale nella
semplicità ideale dei corpi geometrici sovrapposti.
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D.BRAMANTE
A.SANSOVINO
A.DA SANGALLO:
LOGGIATO DEL PALAZZO
APOSTOLICO E FONTANA
DEL MADERNO |